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Presto, da GoWare, le versioni per Kindle degli ebook italiani

In In evidenza, Servizi on 7 dicembre 2010 at 07:35

Dopo esser stata una delle prime software-house a proporre gli ebook italiani a pagamento per iPhone e iPad, goWare Italian apps, la giovane azienda del Polo Tecnologico di Navacchio, è ai blocchi di partenza per sviluppare le versioni Kindle degli ebook, leggibili, oltre che sul lettore Kindle, anche, tramite specifiche app Kindle gratuite, su tutti i device mobili e sistemi operativi: dai prodotti Apple a quelli su piattaforma Android, Windows, Blackberry e Nokia.

“È opinione ampiamente condivisa che oggi le Kindle editions sono lo strumento più agevole e efficace, anche in termini di sicurezza, per produrre e distribuire un eBook, sia per gli autori che per gli editori italiani. – aggiunge Mirella Francalanci, amministratore delegato di goWare – Il nuovo schema di distribuzione dei ricavi tra Amazon e i detentori dei diritti, che presto sarà esteso anche all’Europa, è un nuovo enorme passo in avanti in questa direzione. Avendo come clienti sia gli autori che gli editori, in attesa che finalmente apra in Italia l’iBookstore di Apple, effettuiamo un investimento importante sulle Kindle editions di Amazon per consentire la distribuzione e lo sviluppo degli eBook made in Italy e degli autori italiani”.
“Competere sui mercati delle app è una sfida che richiede qualità non comuni – osserva Mario Mancini, esperto di marketing – Far scaricare un’app made in Italy da un yuppie di Shangai è molto più difficile che convincerlo a prendere un paio di mocassini di Tod’s. L’Italia è ancora molto indietro, ma l’appuntamento con il futuro non ci può trovare impreparati”.

“Per le società come goWare si tratta di ampliare il mercato di riferimento oltre quello delle app per mobile. In Italia, per il solo AppleStore, ogni giorno vengono scaricate circa 6000 applicazioni a pagamento. Con un valore medio di 4 euro, il fatturato giornaliero delle applicazioni si aggira intorno 25.000 euro. Valore lordo annuale inferiore ai 10 milioni di euro. Considerando che il 39,2% di questo valore va ad Apple e al fisco lussemburghese, gli editori di app si dividono in Italia una torta di circa 6 milioni di euro. La pubblicità sono spiccioli e Android  non arriva a sei cifre. Per il momento, quindi, si tratta di un mercato ancora piccolo, almeno in Italia. Quindi, l’editoria digitale è un passaggio strategico perché l’economia delle app per il mobile diventi una moderna industria dell’informazione”.

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